Consigli per lavorare meglio (parte 1)

8 Luglio 2016 by in category Migliorare vita e lavoro tagged as , , , with 0 and 0

Cos’è il lavoro? Domanda banale? Non direi se cerchi consigli per lavorare meglio. Scopriamo perché dovresti approfondire il vero significato di questa pratica così importante per vivere meglio le tue giornate a lavoro.

 

Il vocabolario della lingua italiana (Zingarelli della Zanichelli Bologna) definisce la parola “lavoro” così :

“Esercizio di un’arte o mestiere o professione retribuita. Attività per produzione della ricchezza”.

 

Mentre il verbo “lavorare” viene definito:

“Impiegare le forze e l’ingegno nel fare e produrre. Operare in esercizio di arte, mestiere, professione, commercio”.

 

“Lavoratore”,  invece, viene definito così: “Chi lavora”.
Questi sono i significati generali ed è bene tenerli presente in quanto spiegano parte di quello che rappresenta compiere un’azione così diffusa come il lavoro.

 

Aspetta un attimo! C’è qualcosa che non va…

cane-felice

In nessuna di queste definizioni, però, troviamo associazioni al piacere e al gusto ma anzi sembra quasi che il lavoro possa essere solo dovere, sacrificio e fatica: “…impiegare forze…”.

Un’attività che, sebbene svolga un ruolo attivo, viene fatta con passività ed inerzia e che tende più a prendersi che a dare: “…fare e produrre…”.

 

E’ proprio così o ci sfugge qualcosa?

Lavorare è solo fatica e produzione o è soprattutto divertimento, soddisfazione e sfida con se stessi?

Perché si lavora e perché non sfruttiamo tutte le gioie che quest’attività può darci?

 

Vediamo subito quali sono le convinzioni errate e come possiamo fare per dare una nuova definizione al lavoro.

 

Il vero significato del lavoro

Tieni presente che il vero significato del termine lavoro è dipeso dalla propria soggettiva percezione ed esperienza personale oltre che professionale, pertanto cosa significa davvero lavorare, dipende solo da te!

L’importante è imparare a dare il giusto significato e soprattutto non convincerci di falsi pensieri e convinzioni errate.

Analizziamo meglio alcuni aspetti che ti saranno utili per entrare nel fantastico mondo della gioia ed entusiasmo.

 

Perché alcune volte non piace lavorare?

Fortunatamente non per tutte le persone svolgere la propria attività è un peso. Esistono numerose persone che hanno compreso ed applicato, anche non consapevolmente, le tecniche utili a rendere tutto piacevole.

Se sei una di queste, allora troverai utile perfezionare il tuo “obiettivo del lavoro”.

Se invece sei interessato a scoprire quali sono i segreti per imparare queste tecniche, ti auguro una buona lettura.

Se invece sei dubbioso o credi che il tuo lavoro non sarà mai piacevole, bene allora è necessario che tu legga il seguito, in quanto spiegherò proprio il contrario.

 

Insomma, leggi e basta! 😀

Non è necessario essere un astrofisico nucleare per applicare i suggerimenti che leggerai. Sono pochi, semplici e facili da realizzare. Tutti possono impararli!

 

Ogni persona può imparare come fare ad avere passione nello svolgere il proprio compito e con qualsiasi tipologia di lavoro. Vediamo come.

 

Iniziare a trovare piacere con semplici passi

prendere-notaIl primo passo: il foglio col tuo lavoro

La prima cosa da fare è soffermarsi a determinare cosa pensi veramente del lavoro. Trova un momento ed un luogo tranquillo, prendi un foglio, una penna e concentrati sulle prime immagini, parole o sensazioni che ti vengono in mente non appena ti si pone la domanda: cosa pensi se ti dico la parola lavoro?

Quali associazioni vedi nella tua mente?

Scrivile o disegnale sul foglio. E’ importante non solo pensarle ma scriverle, mettere nero su bianco.

Conserva questo foglio perché ti sarà utile in seguito.

E’ importante sapere che è necessario scrivere e non solo pensare, ricordandosi a mente. Il compiere questo primo gesto ti aiuterà a focalizzare meglio, allenerà il tuo cervello a elaborare ed ad iniziare a sfruttare meglio alcune capacità inespresse della tua mente.

 

Bene, poni giusto un po’ di attenzione e dai importanza a qualcosa che può renderti più semplici e belle le tue giornate.

 

Perché, perché e ancora perché: il secondo passo

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Hai scritto tutto sul foglio? Perfetto, ora possiamo passare al secondo punto.

Altro passo davvero essenziale per poter trovare soddisfazione nel lavoro è sapere “perché lavoriamo?” Per quale vero fine compiamo tutti quei “gesti”?

Nessuno lavora impiegando energie e tempo per un semplice fine di sofferenza e fatica (come prospettato nella definizione del dizionario) ma ci deve essere una ricompensa, che non è sempre e solo il denaro.

Non trovi?

Anche tu hai un obiettivo ultimo che ti spinge ad alzarti ogni mattina e seguire la “solita routine”.

Conoscere davvero il perché sarà necessario per trovare giovamento e felicità nell’attività lavorativa e la forza di farlo ogni giorno con la giusta carica ed attenzione.

 

Ecco cosa fare: fai un’analisi interiore sulle vere motivazioni del tuo agire domandandoti sempre il perché, cosa ti piace davvero e cosa provi quando raggiungi i tuoi obiettivi lavorativi.

Anche in questo caso, scrivi tutto su un foglio e conservalo (puoi usare anche lo stesso foglio che hai utilizzato per le prime sensazioni nel pensare al lavoro).

 

Analizziamo insieme qualche caso

Con un po’ di analisi interiore, molti risponderanno che lavorano per avere uno stipendio a fine mese. Osservazione giusta ma non del tutto corretta.
La vera domanda è: cosa rappresenta quello stipendio a fine mese?

 

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Cerchiamo di fare un esempio.

Alcune persone acquistano una bella macchina non tanto per spostarsi ma per quello che davvero rappresenta, ovvero: il famoso status symbol.

Se l’obiettivo fosse l’utilizzo della macchina, forse nessuno comprerebbe una bella Ferrari, ma acquisterebbe un’auto più funzionale e comoda. Fare la spesa con una Ferrari non è il massimo, vero? Dove le mettiamo tutte le buste della spesa? E se si rompono le uova e cadono sul sedile? 😉

 

Questo è dimostrato dal fatto che se cambiasse l’idea che rappresenta quell’oggetto, molti non lo comprerebbero più. Basti anche pensare come ci vengono pubblicizzati molti prodotti commerciali: ci mostrano più le sensazioni che potremmo provare nell’averli che le caratteristiche del funzionamento del prodotto stesso e quindi più utili per l’effettivo beneficio.

Per non parlare poi dei prodotti che fanno male alla salute, ma ci convincono ad acquistarli (es. sigarette, certe bibite, alcuni alimenti, ecc).

Quindi trova veramente il perché del tuo lavoro e la vera motivazione che ti spinge a farlo e saprai veramente cosa ti rende felice.

 

Chiediti molti “perché?” e non stancarti mai di farlo.

Forse lavoro solo per occupare tempo nella giornata? Per gloria? Per soldi? Ma cosa rappresentano i soldi per me? Cosa ci faccio? Posso fare altrimenti? Ecc.

Queste sono le vere domande da farti.

 

Come mai devi conoscere il vero motivo?

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Se non conosci veramente cosa ti rende felice non puoi perseguirlo e raggiungerlo, non puoi veramente essere contento e realizzati. Se non conosci la destinazione di arrivo, ogni viaggio è inutile, parti e non arrivi mai (arrivi dove? :-P). Il sapere, inoltre, ti permette di raggiungere subito e più facilmente ciò che ti rende veramente soddisfatto e ti mantiene focalizzato su cosa ti occorre per raggiungerlo.

Alcuni dicono : “voglio cambiare lavoro, non mi soddisfa questo, questo e questo!”

Come se il solo semplice cambiare cosa NON ci piace risolvesse ogni cosa.

Spesso chiedendo a queste persone cosa realmente non piace della loro attuale occupazione, ci si rende conto che in realtà non è l’attività in sé che non piace ma quasi sempre sono altre cose non dichiarate, come ad esempio, l’incapacità di gestire le obiezioni dei colleghi e dei superiori, la poca stima di sé e la poca volontà di progredire nelle capacità lavorative; un’insoddisfazione personale e non professionale, la convinzione che solo poche centinaia di euro in più potranno risolvere ogni problema, o altri “subdoli motivi”.

 

Potresti essere felice SUBITO!

sii-felice-adessoForse non è necessario cambiare lavoro, basta cambiare il proprio modo di interagire con noi stessi e con gli altri o semplicemente vedere le cose diversamente.

Sì, “vedere le cose diversamente” è un buon consiglio.

Perché, secondo te?

Facciamo un esempio per meglio comprendere.

Compro l’ultimo modello di un cellulare con centinaia di funzioni che non riuscirò ad usare mai, un design favoloso ma spesso poco utile per il funzionamento, l’estetica del modello spettacolare ma che lo rende delicatissimo, però ne vado fiero.

E’ evidente che la mia scelta nell’acquisto è stata spinta non tanto per quello che mi serve ma per quello che rappresenta o per fare invidia ai miei amici o colleghi. Quindi il mio vero obiettivo non è usare il cellulare per telefonare e comunicare ma per avere “stima” dai miei colleghi e conoscenti. Questo non sempre mi porterà a essere contento del funzionamento del dispositivo e non appena un’altra persona avrà il mio stesso cellulare o un modello più evoluto, resterò amareggiato e non contento.

 

Torniamo al lavoro

La stessa cosa avverrà col lavoro (e con ogni altra cosa nella nostra vita): sapendo cosa realmente spinge le tue azioni, permetterà di sapere dove intervenire per avere quello che vuoi senza effettuare operazioni inutili oltre che sprechi economici e di tempo.

 

Tornando all’esempio del cellulare. Senza commentare la moralità della scelta assodiamo che il vero motivo sia la così ricercata “stima” degli altri, potevamo risolvere i nostri obiettivi nel seguente modo, con questo ragionamento:

  • voglio la stima degli altri! Ok, nulla di male. Chiediamoci il perché (non è necessario essere Sigmund Freud :-D). Forse perché non sono sicuro di me ed ho bisogno di conferme dall’esterno? Bene, allora prima di fare ogni cosa devo lavorare su questo; forse potrebbe bastare un foglietto attaccato sullo specchio nel bagno, con su scritto “Sei un grande!”. Così ogni mattina avremmo “qualcuno” che ci dia considerazione ed autostima. 😉
  • posso avere comunque stima in altro modo senza dover per forza spendere soldi per un cellulare così inutile per le mie esigenze? Certamente! Comprerò il cellulare con le specifiche tecniche che mi occorrono così per prima cosa sarò soddisfatto del mio acquisto e del suo utilizzo. Acquisterò stima lo stesso, in quanto nel momento in cui sarò convinto della scelta, le persone mi apprezzeranno per le mie decisioni sagge, non condizionate ed essenziali, e non per la mia superficialità nell’acquisto e in ciò che avrebbe rappresentato.

 

Scusa l’esempio banale ma può aiutare a comprendere i passaggi da fare e le domande da porsi, anche perché, utilizzando il tuo dialogo interno per domandarti e risponderti in modo positivo, noterai da subito un miglioramento del livello di consapevolezza e realizzazione.

 

Quindi ricapitoliamo cosa fare:

  1. identifica veramente cosa ti rende felice delle tue azioni;
  2. appuntale in modo da ricordartele anche a distanza di tempo e per stimolare la tua mente a concentrarsi su di esse;
  3. osservati meglio per auto-analizzarti ed identificare meglio, nelle tue azioni, le vere spinte emotive;
  4. osserva anche gli altri, senza giudicarli, per comprendere meglio anche le spinte emotive degli altri, potrebbero aiutarti per la tua auto-analisi e per prendere spunto eventualmente su come le altre persone pensano e reagiscono agli stessi stimoli;
  5. mettiti in discussione, rivedendo periodicamente gli appunti presi nei passi successivi, verificando i cambiamenti.

 

Allora alla luce di quanto detto, perché non provare ad iniziare ad essere più soddisfatti delle nostre azioni?

Inizia subito e considera diversamente il tuo lavoro grazie anche alle riflessioni e gli esercizi suggeriti in questo articolo.

Autore: 

Consulente di Web Marketing Creativo e di Professional Branding. Ideatore del Blog per l'anima© per professionisti di successo. E’ consulente web di alcuni dei più importanti formatori italiani, autori e personaggi noti del panorama italiano. Autore in diversi siti, riviste e ideatore di corsi multimediali sul web marketing, personal branding, blogging e crescita professionale. Imprenditore della CLN Solution. Ha collaborato con società importanti sia del mercato italiano che in quello internazionale. Tiene corsi di formazione per professionisti e imprenditori.

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