Elogio alle musicassette

18 luglio 2017 by in category Imparare dalla Musica tagged as , , with 0 and 0
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Voglio elogiare il passato, in particolare quello hanno rappresentato le musicassette per tante persone che hanno avuto l’onore di usarle. Voglio elogiare quegli anni per quello che rappresentavano. Eravamo più ricchi di tutto, soprattutto dei sentimenti e dei valori.

 
 

La musica valeva di più

Si compravano album e si ascoltavano in continuazione. Si mettevano da parte i soldi per acquistare 1 cassetta che valeva più dell’oro. La cassette si consumavano tante volte che venivano usate.
Se un nastro si rovinava non si buttava, si cercava di aggiustarlo in tutti i modi possibili. Una matita poteva salvarti la vita e la tua preziosa musicassetta. Quante volte anche tu hai arrotolato chilometri e chilometri di nastro? 😉
 

La musica era il “vero social”

Ci si incontrava per parlare e ascoltare musica. Si ballava corpo a corpo. Si poteva parlare mentre si ballava. Si ballava in gruppo anche se non esistevano ancora i “balli di gruppo” (che tra l’altro escludono chi non li conosce). Non si dava importanza se non sapevi ballare, l’importante era stare insieme. Il perfezionismo musicale e dei balletti ha rovinato l’espressività.
 

La musica era migliore

Le canzoni erano di qualità. C’era meno tecnologia dietro ad un successo, c’era il cuore e la bravura dei musicisti.
L’arte e la creatività musicale determinava se “un pezzo” scalava o meno le classifiche.
 

La musica faceva parte della nostra vita quotidiana

Le canzoni erano il sottofondo musicale delle nostre esperienze importanti, il primo ballo, il primo bacio, la vacanza in stile anni ’90, le feste di 18, ecc
 

La musica faceva sognare

Si sognava con la musica. Si cresceva col desiderio di diventare come l’idolo del momento. I piccoli gruppi musicali di ragazzini, giocavano a fare i grandi big della musica e ci si divertiva.
Ecco cosa ha insegnato a me la musica.
 

La musica era condivisa

Non parlo di pirateria ma jukebox. Una monetina e una giusta scelta di un pezzo poteva scatenare improvvisi balli tra tante persone che non si conoscevano ma che si trovavano nello stesso posto. Si iniziava subito a ballare senza troppi problemi.
La musica giustificava anche le timidezze.
 

La musica si copiava ma si rispettava

Certo esisteva la copia. Non era un reato grave, perché tutto sommato le emozioni di un ragazzino nell’ascoltare della musica valeva più una legge e i musicisti erano contenti perché l’obiettivo era la bellezza della musica e basta. Ora quasi quasi finisci in carcere.
 

La musicassetta insegnava la pazienza

Non potevi saltare da una canzone all’altra, dovevi aspettare. Anche il tempo aveva più valore. Dovevi attendere il momento in cui potevi godere dell’inizio della tua canzone preferita. La meraviglia dell’attesa.
 

La musicassetta era il tuo spazio

Nella camera di un adolescente la presenza delle musicassette era prevalente. Recuperavi ogni singolo spazio per potere aggiungere un’altra “scatoletta” piena di musica.
 
 

La musicassetta ci ha insegnato che la felicità è nelle cose semplici e imperfette.
Poca tecnologia, molti sentimenti.
Pochi byte e molta vita!

 
Grazie!
#ruggerolecce
 
 

Autore: 

Consulente di Web Marketing Creativo e di Professional Branding. Ideatore del Blog per l'anima© per professionisti di successo. E’ consulente web di alcuni dei più importanti formatori italiani, autori e personaggi noti del panorama italiano. Autore in diversi siti, riviste e ideatore di corsi multimediali sul web marketing, personal branding, blogging e crescita professionale. Imprenditore della CLN Solution. Ha collaborato con società importanti sia del mercato italiano che in quello internazionale. Tiene corsi di formazione per professionisti e imprenditori.

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